Pinuccio Sciola – Personaggi Storici in Sardegna


Era l’uomo che faceva cantare le pietre. Pinuccio Scuola aveva scoperto i sassi da bambino, dissodando i campi attorno a San Sperate,nel Campidano. Poi il primo con concorso,Cagliari,le esperienze artistiche a Firenze, Salisburgo,Madrid. Ancora i successi a Venezia e a Kassel. Le pietre sonore sono state solo la tappa più recente del percorso di un grande artista.
Aveva mani grandi e forti come la pietra e nodose come il legno d’ulivo,nato a San Sperate nel 1942 e recentemente scomparso.pinuccio sciola

Aveva visto il mondo ma era tornato in Sardegna, la sua isola-continente,sebbene periferica nel mondo dell’arte. Perché come ripeteva citando Rimbaud si nutriva d’aria,di roccia e di fango

E infatti di pietre,delle sue pietre, è cosparso il paese di San Sperate,nei campi,tra gli ulivi,gli aranci,grovigli di fichi d’India ci sono i suoi laboratori.

 Ma le pietre sonore sono soltanto una delle tappe più recenti della ricerca artistica di Pinuccio Scuola. A 17 quando un amico a sua insaputa presentò tre delle sue opere ad una mostra-concorso allestita al circolo La Rinascente di Cagliari la giuria lo dichiarò vincitore,con la motivazione che nei suoi lavori si ravvisava “l’impronta di una forte personalità che avrebbe potuto rivelare alla Sardegna un talento sconosciuto. Gli venne offerta una borsa di studio per frequentare il liceo artistico,dove così per la prima volta venne a Cagliari con tanta voglia di imparare.
 Col diploma in tasca negli anni successivi andò a Firenze, a Salisburgo, a Madrid, a Parigi nel maggio del mitico “68” in piazza con gli studenti,persino in Messico e in Perù, fino all’isola di Pasqua e alle foreste del Congo. Aveva visto tante cose e non avendo le parole per descriverle decise di imbiancare i muri di fango di San Sperate e dipingervi il mondo come l’aveva visto.Inaugurando cosi il muralesimo in Sardegna, più conosciuto e pubblicizzato a Orgosolo. Tant’è che oggi il paese è un museo all’aperto in cui ognuno dei suoi abitanti ha fatto propria l’abitudine di usare i muri per esprimere le proprie emozioni.

San Sperate diventa così un inaspettato ombelico del mondo della cultura dove la casa di Pinuccio Scuola e sempre aperta come erano il suo cuore e la sua mente,che ha continuato sempre a guardare il mondo con gli occhi di un bambino.