Gli Orchi – Creature magiche in Sardegna


Da tempo immemorabile, gli orchi sono sinonimo di spauracchi dalle dimensioni enormi.

Orco

 

Queste creature, molto simile ai giganti, ma più cattive, oltre ad avere un aspetto ripugnante, si esprimono con un linguaggio brutale, intercalato da maledizioni. Sono esseri malvagi e asociali, talvolta deformi. In molte leggende sarde possiedono grandi ricchezze che suscitano la cupidigia degli uomini, che ovviamente vengono tentati a impadronirsene. I vari tentativi, però, spesso, falliscono e gli umani finiscono per diventare pasto di questi esseri malvagi.

In Sardegna, sono numerosi i luoghi la cui denominazione si lega in qualche modo agli orchi. Vi sono ben trentasei nuraghi , varie tombe dei giganti e menhir che si chiamano domo, tumba o pedra de s’orcu.

Vicino a Siddi, nella Marmilla, esiste una tomba di gigante detta Domu e S’Orcu (casa dell’orco) alla quale sono legate varie storie fantastiche.

In una si racconta di un orco che avrebbe scavato una lunghissima galleria con l’intento di raggiungere la chiesa del paese per rubare il tesoro che vi veniva custodito. Ma, avendo scavato troppo in profondità, invece di arrivare alla chiesa, giunse fino all’inferno. Lì, un enorme diavolo dall’aspetto di serpente fece di lui un sol boccone.

Ogni bambino sardo che viveva nel centro Sardegna ha avuto paura degli orchi. I figli di pastori, nei tempi andati, quando portavano le pecore a pascolare vicino a Sa Domu e S’Orcu, mettevano l’erba all’interno di ogni campanaccio di ogni pecora, per evitare di svegliare gli orchi con il chiasso e finire per essere il loro pasto.

C’è però una versione degli orchi un po’ più buona: si dice che nessuno abbia mai visto un orco bere l’acqua, cioè fare un’azione semplice e quotidiana, in quanto gli orchi vanno a bere solo nelle cascate, per non spaventare gli umani al fiume.

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