La Panada – Cucina Sarda


La Panada è un piatto tipico sardo composto da un involucro di pasta ripieno di anguille, patate, pomodori secchi, prezzemolo e aglio. Questa è l’originale. Ma ovviamente.. paese che vai, panade che trovi. Si può trovare ripiena di carne d’agnello o solo di verdure con carciofi e piselli o in qualsiasi altra variazione possa venire in mente.

panada

La storia della panada ci dice molto degli usi e costumi delle epoche passate. Essa costituiva, infatti, la base dell’alimentazione per i pastori o i pescatori che sarebbero stati lontani da casa per molti giorni, a volte anche per settimane. Questo perché era di facilissima conservazione e il cibo rimaneva fresco all’interno. La pasta infatti, veniva usato come noi oggi usiamo un comunissimo recipiente di plasticaper conservare gli avanzi in frigo. Il pastore o il pescatore non doveva far altro che tagliare e solleva il cerchio di pasta sopra, mangiare il cibo all’interno e richiuderla. La pasta fatta con lo strutto rimaneva dura e conservava al fresco la carne o il pesce e le verdure all’interno.

In origine, una panada poteva contenere sino a un chilo di carne o di pesce, in quanto la pasta era molto più grossa e il cerchio più largo. Oggi le dimensioni sono notevolmente ridotte, non solo per una questione commerciale, ma soprattutto perché nessuno mangerebbe per dieci giorni consecutivi anguille o agnello.

Col passare dei secoli e delle invasioni la panada subì molte modifiche, in quanto gli Spagnoli sostituirono alcuni ingredienti con diversi alimenti, quali pesci e diversi tipi di legumi, andando a formare quella che oggi chiamiamo “s’impanada”.

Secondo alcune teorie fu dopo l’arrivo degli spagnoli che i sardi aggiunsero la cosiddetta cucitura che serve a chiudere il coperchio
Secondo altri, invece, la cucitura fu da sempre presente, in quanto molto simile a quella dei culurgiones e quindi da non ricollegare all’avvento degli spagnoli.

Ad oggi, la panada resta un piatto che viene consumato nei giorni di festa o che viene offerta in dono a panadaparenti o amici, quando si viene invitati a pranzo, per non presentarsi “a manos muzzas” – “a mani vuote”!

Si può trovare anche in nella variante fritta e piccola e viene chiamata “panadina”.