Eleonora d’Arborea – Personaggi storici della Sardegna


Eleonora d’Arborea è stata giudicessa d’Arborea tra il 1383 e il 1404. A lei si deve la divulgazione della Carta de Logu, una raccolta di leggi in lingua sarda destinata ai Giudicati sardi.

Alla morte del fratello, divenne giudicessa e dimostrò subito di possedere una grande intelligenza politica. Dopo essere riuscita a completare il progetto del padre di riunire quasi tutta l’isola sotto il suo scettro di giudicessa reggente, tenendo in scacco e ricacciando ai margini dell’isola le truppe aragonesi, vide crollare il suo progetto in seguito a un’imprevedibile incognita della sorte: la peste, che consegnò senza combattere la Sardegna agli aragonesi. eleonora d'arborea

Secondo la tradizione la giudicessa morì, intorno al 1404, forse di peste, in un luogo imprecisato. Sulla sua tomba, infatti, si possono fare solo supposizioni. Secondo alcuni studiosi, quali Bianca Pitzorno e Francesco Casula potrebbe essere stata sepolta nel duomo di Oristano o nella chiesa di San Gavino Martire, vicino al Castello di Monreale, presso Sardara, luogo in cui spesso soggiornava.

In quanto personaggio storico molto amato, infatti, Eleonora è divenuta presto protagonista di fiabe e leggende nelle quali sono messe in risalto la sua astuzia, il suo senso della giustizia e anche la sua forza fisica.

Proprio per queste capacità fuori dal comune, in alcune storie Eleonora viene descritta come una maga dotata di poteri straordinari.

Le leggende nate su di lei si collegano curiosamente con quella che ha per protagonista un certo Re Mastino (forse si tratta di Martino I d’Aragona, detto “Il Vecchio”).

Si racconta, infatti, che questo re, aiutato dal diavolo, forgiò una spada con le trenta monete d’oro ricevute da Giuda per tradire Gesù Cristo. Quest’arma dai poteri magici venne nascosta nei sotterranei di Rocca de Ghisos, presso Cuglieri e qui venne ritrovata da Eleonora D’Arborea. Fu grazie a quest’arma che la Giudicessa poté sconfiggere tanti nemici.